Foto Yagodnoe (2007)

 

I testi che accompagnano le foto sono tratti dalle opere-testimonianze di Shalamov, Bardach, Solomon e dal libro di Conquest. Il colore dei vari testi corrisponde ad un autore, come qui sopra evidenziato.

Per i riferimenti bibliografici di questi libri vai alla pagina principale sulla Kolyma.

 

Ho scelto di commentare le foto non con didascalie sul luogo o su ciò che si vede, ma con brani tratti dalle memorie di sopravvissuti ai gulag perché penso sia il modo migliore per contestualizzare lo spazio ed il tempo dei villaggi e paesi della regione di Magadan, nati tutti come gulag.

 

Le foto si riferiscono ai primi di luglio del 2007.

 

Per localizzare i vari paesi guardate la cartina della strada o la cartina dei gulag della regione.

 

 

               

Il cuoco aveva la mano destra deforme, con tre dita mozzate alle nocche. Vide che lo guardavo e disse:”Le ho perdute, ma mi sono salvato il pollice e il mignolo”. Mi sbandierò la mano davanti al viso. Era un bell’uomo, di carnagione scura e dal sorriso pronto, il vero tipo di urka(soprannome dei criminali comuni). Capii che aveva perso le dita giocando a carte. Talvolta, infatti, gli urki erano capaci di giocarsi, al posto dei cibi e degli indumenti, le dita, gli occhi, le orecchie.  

 

               

Koryagin spostò Andreev dal lavoro in miniera. Dentro, d’inverno, il freddo raggiunge solo i venti gradi sotto zero ai livelli più bassi, mentre fuori sono sessanta. Andreev fece il turno di notte alla discarica, dove la roccia veniva ammassata. I carrelli salivano fin lassù di tanto in tanto, e Andreev doveva scaricarli. I carrelli erano pochi, il freddo tremendo, e il più lieve soffio di vento trasformava la notte in un inferno.

 

               

Il fatto è che in una missione vicina “vitaminica” alcuni criminali avevano aggredito il caposquadra. I malavitosi hanno una grande predisposizione alla teatralità e sanno portarla nella vita...avevano deciso di uccidere il caposquadra,e la proposta di uno di loro di decapitarlo con una sega era stata accolta con entusiasmo. La testa era stata segata con una normale sega traversa. Per questo era stato emanato l’ordine che proibiva di lasciare ai reclusi seghe e asce durante la notte.  

 

               

 

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